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Marito a casa dell'ex? Rischia come un ladro PDF Stampa E-mail
Notizie Separazione e Divorzio - Separazione e Divorzio
Scritto da Administrator   

Ladro in casa propriaUn forlivese era andato nella vecchia abitazione a prendere documenti da produrre davanti al giudice nel corso della procedura di divorzio. Secondo la Cassazione è configurabile il reato di violazione di domicilio

 

Va incontro a una condanna per violazione di domicilio e per furto chi si introduce a casa dell’ex moglie e si impossessa di documenti da produrre davanti al giudice. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha annullato il non luogo a procedere pronunciato dal gip di Forlì nei confronti di un uomo che si era impossessato di vari documenti che la propria moglie separata teneva nella propria abitazione, per poi produrli, fotocopiati, nel corso della procedura di divorzio.

Il gip aveva ritenuto che fosse possibile che l’uomo avesse fotografato i documenti senza portarli via dalla casa dell’ex moglie, ma quest’ultima si era rivolta alla Cassazione osservando che non vi era alcun elemento che facesse pensare che le fotocopie fossero state realizzate senza portare via dall’abitazione gli atti in questione e che fosse, in ogni caso, configurabile il reato di violazione di domicilio.

Per i giudici della quinta sezione penale della Suprema Corte, il ricorso è fondato: «indubbiamente configurabile» si legge nella sentenza n.6377, è il reato di violazione di domicilio, «dal momento che l’imputato, per poter accedere alla documentazione custodita in casa dalla persona offesa, aveva necessariamente dovuto introdurvisi, senza averne, per quanto è dato sapere, titolo alcuno».

Il giudice dell’udienza preliminare di Forlì, dunque, dovrà riesaminare il caso.

fonte agi