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ANNULLAMENTO E NULLITA' CHE CONFUSIONE! PDF Stampa E-mail
Religione e Separazione - Nullità e Rota Romana
Scritto da Administrator   

La Stampa

Un articolo poco informato apparso su LA STAMPA ci ha fatto sobbalzare e per questo abbiamo pensato di scrivere al direttore Mario Calagresi per chiarire come realmente stanno le cose e sfatare i luoghi comuni che sempre escono su questo argomento. Vi riportiamo di seguito le nostre osservazioni ed il link di una parte dell'articolo apparso il 30 gennaio sul quotidiano torinese.

 

Caro direttore

Le scrivo questa lettera in merito all’articolo apparso su La Stampa del 30 gennaio 2010 a pagina 18.

Tutte le volte che viene inaugurato l’anno giudiziario della Rota Romana escono questi articoli sempre colmi di inesattezze e di errori che forse fanno “audience” ma che sviano il lettore e non fanno buona informazione.

E ancor più mi addolora il vedere che chi ha scritto i due articoli presenti sull’argomento nella pagina è il “Vaticanista” de La Stampa che pertanto dovrebbe essere almeno informato.

Veniamo a quanto scritto: innanzitutto il ricorrente errore formale sia nel titolo che nel testo dei due articoli si continua a parlare di ANNULLAMENTO e non di dichiarazione di nullità, mi dirà è una questione di grammatica o di forma? NO!.

La Chiesa non annulla il matrimonio in quanto indissolubile, ma in realtà i tribunali ecclesiastici e la Rota Romana stabiliscono se il matrimonio era nullo prima della sua celebrazione e non annullato dopo che essa è avvenuta.

Non è una differenza da poco sta a indicare che le motivazioni per la dichiarazione di nullità debbono essere presenti prima del pronunciamento del sacramento e non dopo il che cambia completamente la visuale delle cose rispetto al divorzio civile. Non sto a tediarvi sulle varie sfaccettature ma, nell’articolo si cerca in tutti i modi di equiparare le due cose e non lo sono in alcun modo.

Altro fatto che mi indigna è la presunta facilità con cui si arriva alla dichiarazione di nullità del matrimonio e parlo non per sentito dire ma, per averlo vissuto sia io che la mia attuale moglie. Entrambi abbiamo intrapreso la causa di nullità per il nostro primo matrimonio e le assicuro che non è una cosa semplice, non è una cosa indolore e riapre grandi ferite di sofferenza per quanto vissuto. Mia moglie ha ottenuto la sentenza di nullità dopo tre anni, io invece ho una sentenza positiva di primo grado ed una negativa per il secondo ed ora dovrei passare al terzo alla Rota Romana ma, al momento non me la sento, di affrontare un ulteriore causa non certo veloce e facile.

Quindi come vede sono due terne di giudici che esaminano le richieste e nel caso una terza se i primi due pareri non concordano.

Una cosa corretta invece c’è e riguarda i costi che per i due primi gradi sono quelli riportati nota invece dolente riguarda il terzo grado (la Rota Romana) e nel caso lo si debba affrontare qui i costi sono decisamente più alti.

Volevo ritornare sugli errori gravi presenti nell’articolo a riguardo delle cifre riportate, forse qui si sono “dati i numeri”. Sia nelle evidenziazioni che nel contenuto dell’articolo si dice che “un matrimonio fallito su 5 viene invalidato”  pertanto secondo il vostro “Vaticanista” il 25% dei matrimoni falliti in Italia viene sciolto? Se contiamo solo i divorzi in Italia nel 2007 sono stati secondo l’Istat 50.600 e le separazioni 81.359 prendendo unicamente i divorzi il 25% è pari a 12.650 una cifra direi abnorme rispetto a quelle che si trovano nelle statistiche che ho visto in giro.

Per evitare di dare numeri errati vi cito due realtà italiane di cui ho certezza sui dati e sono la Lombardia e il Piemonte due Regioni tra le più grandi in Italia. Nella prima a fronte di 10.100 divorzi sono state presentate circa 600 cause di nullità mentre nella seconda vi sono stati 5269 divorzi contro 282 cause di nullità (dati del 2007 Istat e tribunali Ecclesiastici regionali potete verificarli o se volete ve li posso inviare) quindi circa lo 0,6%.

Per finire direi che anche l’affermazione attribuita al Papa non è corretta ma, frutto di una semplificazione ad effetto infatti nel discorso non si parla mai di troppe nullità ma del rapporto fra giustizia, carità e verità e fa la seguente osservazione: “Occorre prendere atto della diffusa e radicata tendenza, anche se non sempre manifesta, che porta a contrapporre la giustizia alla carità, quasi che una escluda l’altra” dando un monito ai giudici nel non farsi trasportare nei giudizi da una delle due “Alcuni ritengono – ha continuato – che la carità pastorale potrebbe giustificare ogni passo verso la dichiarazione della nullità del vincolo matrimoniale per venire incontro alle persone che si trovano in situazione matrimoniale irregolare”.  

Spero di non averla tediata troppo ma, per chi vive queste situazioni la “verità” è importante in tutti i sensi e mi sembrava giusto inviarle queste osservazioni.

C.F. - www.genitoriseparati.org

Una parte dell'articolo apparso sul giornale caraceo è visibile anche al seguente link:

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/201001articoli/51717girata.asp