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Fuga e ritorno di una madre separata, disperata! PDF Stampa E-mail
Storie ed Esperienze di vita
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CagliariUna storia da Cagliari di sofferenza tratta da lanuovasardegna.gelocal.it - Autore: Roberto Paracchini

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Una donna disperata fugge con il piccolo figlio di 5 anni poi, la donna ha riaccompagnato il piccolo di 5 anni a casa dal padre. Un gesto di disperazione nato dal bisogno d’affetto e da una grande fragilità. Cade l’ipotesi di reato di sottrazione di minore

La paura si era incuneata nelle persone che avevano fatto da spettatori. Marito e moglie separati, e un bambino di cinque anni (affidato al padre) sottratto improvvisamente dalla madre: forse in un gesto di disperazione accentuato da una fragilità che ogni tanto ritorna. Poi le ore che passano e la donna e il piccolo che non si trovano, e la macchia dell'angoscia che non vuole andare via, anzi, accelera con le ore. In ultimo il lieto fine: in tarda notte la donna ha riportato il bimbo al marito, che abita nel rione Castello, a Cagliari.


Ora la storia passa agli accertamenti di rito da parte della polizia, che ha contribuito alla soluzione positiva della vicenda. Lei voleva stare un po' da sola col figlio. Poi forse il consiglio di qualche familiare, la consapevolezza del timore che si era sparso attorno al suo gesto sconsiderato, la paura che così facendo avrebbe compromesso la possibilità di vedere il bambino... Alla fine tutto si è ricomposto.

Sabato sera la polizia ha lavorato sino a tardi col riserbo necessario per la presenza di un minore. E alla fine papà e mamma «hanno fatto pace», almeno di fronte al bambino, tutto si è ricomposto.

Nel ritorno a casa niente più urla e strilli, come era avvenuto nella tarda mattina dell'altro ieri quando lei, durante una passeggiata a tre col bimbo, aveva preso in braccio il piccolo e iniziato a correre, via lontano, approfittando della difficoltà del marito a camminare veloce, perchè momentaneamente infortunato, che aveva gridato «fermatela, fermatela».

Durante il secondo incontro tutto si è svolto invece in modo «normale», come due genitori separati che si rivedono per riaffidarsi il figlio.

Si era parlato di «sottrazione di minore», ma poi quella frase è rientrata: è stato il gesto improprio di una madre che voleva stare di più col proprio figlio, che il tribunale aveva deciso di affidare al marito, forse perchè le sue maggiori fragilità fanno sì che anche lei ogni tanto debba essere assistita (è seguita dai servizi sociali del Comune di Cagliari).

Una storia fatta di sofferenza, che si vorrebbe unica, ma che purtroppo non è rara. Nei momenti di difficoltà economica e di crisi diffusa, il disagio aumenta in tutte le direzioni.

«Noi al Comune - spiega Susanna Orrù, assessore alle Politiche sociali - siamo chiamati quasi tutti i giorni a occuparci anche di situazioni familiari che coinvolgono minori. Recentemente, ad esempio, siano stati costretti ad allontanare un bimbo di un anno dai loro genitori». Ma le situazioni «limite» non sono più così isolate come si pensa.

«Quando il tessuto sociale - precisa Orrù - si degrada perchè non c'è di che vivere, allora tutto diventa più difficile. E l'estate accentua sempre le situazioni di debolezza». Ogni caso è a sè e necessità di un'attenzione particolare. «Il dramma, per noi dell'amministrazione - continua l'assessore - è che i fondi a nostra disposizione tenderanno a diminuire per via dei tagli provenienti dal governo centrale». E questo significa che in una città come Cagliari, dove il disagio sociale è in aumento, l'assistenza non basta più...

«In generale posso dire che il nostro intervento deve produrre, il più possibile, percorsi in cui le persone più fragili ed emarginate possano riacquistare il senso della propria dignità e responsabilità. E quando riusciamo a fare questo il risultato è sempre ottimo».