| Ci vuole costanza per vincere quelle sofferenze |
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| Storie ed Esperienze di vita |
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Costanza nel farsi sentire, costanza nel manifestare il proprio amore, costanza nel dimostrare con i fatti di essere sempre e comunque parte integrante della vita del figlio. La costanza non risolve i problemi, ma aiuta a risolverli. Tiene aperta una porta anche quando tutto lascerebbe presupporre il contrario. Ed è in quel piccolo pertugio che bisogna essere capaci di intrufolarsi ogni volta che viene data l’opportunità. Un po’ alla volta, con tatto e delicatezza. E non si deve mai smettere di dimostrare amore, per provare a condividere una vita, cercando anche di superare il naturale rapporto di genitore biologico per puntare a essere genitore nel vero senso della parola. Questo deve essere il punto di arrivo, l’obiettivo da raggiungere. Consapevoli del fatto che - probabilmente - non ci si arriverà mai. Ma, anche se così fosse, non si deve abbassare la guardia, perché l’amore per un figlio deve tendere all’infinito. E l’ego del genitore non deve mai avere il sopravvento. Perché il ruolo di padre - e di madre - non sarà mai completo fino a quando non verrà riconosciuto dal figlio. La sfida è infinita, ma per amore - e solo per quello - deve essere vissuta fino in fondo. Per dare senso e credibilità a una vita intera. Anche da padre separato. Fonte: corrieredelveneto.corriere.it - Autore: Antonio Spadaccino |



Un padre non ce l’ha fatta. Non ha resistito alle difficoltà di una separazione che lo costringeva a liti continue con l’ex moglie per vedere il figlio. Non ce l’ha fatta e ha scelto un atto estremo, il suicidio, per manifestare il suo profondo disagio. Nessuna condanna, solo tanta amarezza. Perché la sua sofferenza ha avuto il sopravvento e si è tramutata in debolezza. E perché la vera vittima sarà il figlio conteso, costretto dagli eventi a crescere senza papà. Non è facile essere genitori. Lo è ancora di più essere genitori separati. Il senso di fallimento è un peso difficilmente sopportabile, perché si è quotidianamente consapevoli, in virtù di una scelta propria, di aver causato problemi alle uniche persone cui non si dovrebbero causare: i figli.