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Minacce, dispetti e aggressioni: «Usa nostro figlio come arma» |
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Storie ed Esperienze di vita -
Padri / Madri Separati
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«Una vita d'inferno, lei usa nostro figlio come arma di ricatto, vuole punirmi privandomi della possibilità di vederlo, non importa se poi il bambino soffre. Conta la vendetta, una guerra senza fine. Sono anni che andiamo avanti con le denunce. Più volte la mia ex ha fatto sparire il piccolo, neppure una parola, una telefonata, per dire partiamo, lo ha portato in Inghilterra, lei è inglese. Ero disperato. Non sapevo più che cosa fare. Quando s'è dileguata con nostro figlio la prima volta sono corso dai carabinieri, ho fatto una denuncia di sparizione, è successo altre volte, anche con i nonni lo ha fatto espatriare clandestinamente, l'ho denunciata di nuovo, certo, ma questo non risolve i problemi», Alessandro V., 40 anni, racconta la sua storia di padre che da quasi sei anni cerca di stabilire un rapporto civile con la donna dalla quale si è separato, per garantire al figlio un rapporto decente con entrambi, perché il piccolo, «se il matrimonio è andato a monte lui non deve pagarne le conseguenze».
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Adesso è lei a mantenere l'ex! |
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Notizie Separazione e Divorzio -
Separazione e Divorzio
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In aumento le donne che versano l'assegno. In 10 anni +74% di addii. Pochi i grandi patrimoni. In media gli sposi si spartiscono 2300 euro L'85% dei coniugi si lascia in modo consensuale per dimezzare tempi e spese "Trent'anni fa le mogli cercavano di riavere il marito, ora chiedono di soffrire di meno"
C'è un giorno in cui si dividono vite e patrimoni, figli e ricordi, elettrodomestici e sentimenti. Sono le donne a dire addio se le cose non vanno, se l'amore è svanito, se qualcuno ha tradito, ma poi è l'uomo a chiedere il divorzio, e a riallacciare nuove nozze. Mentre i figli, nel mezzo, sperimentano oggi l'affido congiunto a mamma e papà. Fotografia dell'instabilità coniugale nell'Italia che cambia,
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I divorziati cattolici: nuove regole in Chiesa |
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Religione e Separazione -
Notizie e informazioni
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L’appello in un documento consegnato alla Diocesi di Milano Discriminazioni e accuse. Ma alcuni parroci danno la comunione
Oltre al dolore, l’esclusione. Cose piccole e grandi: non leggi più dal pulpito, non fai più il catechista, non puoi più essere padrino o madrina ai battesimi e alle cresime. Testimone di nozze, forse; il «Direttorio di pastorale familiare » della Chiesa cattolica non detta un no definitivo, ma quasi: «Non sussistono ragioni intrinseche per impedire che un divorziato risposato funga da testimone nella celebrazione del matrimonio: tuttavia, saggezza pastorale chiederebbe di evitarlo ». L’eucarestia, però, soprattutto. «Mi sento anoressica. Perché quando vado a messa non posso fare la comunione. Eppure il sacerdote, durante l’elevazione dell’ostia, non dice forse: prendete e mangiatene tutti?». Così raccontava la sua frustrazione una quarantenne «serenamente separata» e «felicemente convivente » durante l’incontro (il primo di una serie) voluto dal vescovo di Arezzo Gualtiero Bassetti per mandare agli «sposi in situazione di separazione, divorzio e nuova unione» un messaggio preciso: «La Chiesa non vi abbandona, non sentitevi soli».
Un interessante articolo pubblicato sul corriere.it da Elvira Serra che può far discutere su un argomento che sempre più spesso si dibatte nelle comunità Cristiane.
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Genitori separati, Cassazione: «Visite ai figli senza limiti di date e orari» |
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Leggi e Norme -
Notizie
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Confermato, dalla Cassazione, il diritto di un padre separato a vedere il figlio sedicenne - convivente con la ex moglie - senza alcun limite di tempo o calendario dei giorni prefissati. In pratica Stefano M., questo il nome del professionista romano che ha ottenuto la convalida di questo "verdetto" che agevola il mantenimento del rapporto genitoriale, può incontrare il figlio tutte le volte che vuole tenendo solo conto dei suoi impegni e di quelli del ragazzo.
«Alla conferma di questa decisione - dice l'avvocato Gianna Giannamati, legale di Stefano M. - si è arrivati dopo che i giudici dell'appello hanno ascoltato il figlio del mio cliente che era un adolescente di sedici anni e non un bambino immaturo, e che ha parlato del suo ottimo rapporto col padre. Si tratta senz'altro di una decisione innovativa, specie per le separazioni precedenti alla legge sull'affido condiviso del 2006».
In primo grado, invece, erano stati stabiliti - come sempre accade - orari e giorni di visita "fissi". In appello, invece, il ricorso del padre per liberarsi dai "paletti" era stato accolto. Bocciata invece la richiesta di non pagare alla ex moglie - che dopo 14 mesi dalla prima udienza di separazione aveva già un figlio con un altro partner - l'assegno alimentare. La sentenza della Cassazione è la 11922 |
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